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Fallimento vs Tutto e Subito: culture a confronto

Hai mai misurato il palmo di una tua mano?
Provaci. Ci pensi? Tutte le informazioni sono contenute in quei centimetri. Si perché quelli sono i centimetri con cui afferri e tieni stretto il tuo smartphone.
Ti basta un click per avere a disposizione tutto e subito. Informazioni, prodotti, vacanze, studio eccetera eccetera…
Facciamo un passo indietro però. Vogliamo riflettere. Per arrivare a questo, ossia alla creazione del concetto di smartphone così com’è oggi e poi alla creazione dell’abitudine di noi utenti ad affidarci totalmente a questi (ormai non più) nuovi dispositivi, c’è voluto un sacco di tempo. Immagina i fallimenti, le mille prove che sono andate male.
Dove vogliamo arrivare? A riflettere sul fatto che fallire è importante per crescere. Il fallimento è crescita, apprendimento. Se non vuoi crescere allora puoi accontentarti di avere tutto e subito. Se non vuoi imparare allora puoi accontentarti di non sforzarti e di avere tutto e subito.

La facilità è staticità al giorno d’oggi.

Qual è il problema di fallire? La paura del giudizio degli altri molto probabilmente. O la paura del giudizio che diamo a noi stessi? Se falliamo, forse perdiamo un pò della nostra autostima. Si perché sin da piccoli viviamo in una cultura non “orientata” a questo. In pochi rischiano o si abituano a farlo. Facciamo di tutto per non fallire. Ovvero, stiamo fermi. Stiamo fermi per non fallire. Facile.
Quella del fallimento, del rischio è propria più della cultura americana che europea. Ecco perché, tra le altre cose, lì nascono (o meglio si sviluppano) i vari progetti “visionari” nei più svariati ambiti. Basti pensare a Elon Musk con la sua Space X.
Ma te lo immagini in Europa? Probabilmente sarebbe stato internato nel momento in cui avrebbe rivelato i suoi (ormai non più) “pazzi progetti” di volerci portare su Marte. Eh si, Marte. Un altro pianeta. Esatto. Con la cultura del fallimento si può arrivare a esplorare un altro Pianeta. Rifletti.
Ecco allora perché l’Università è utile. E’ il giusto posto, all’interno di una cultura in cui non si è abituati al fallimento, in cui si inizia a fallire.
Si certo è da “pazzi” paragonare un progetto per diventare una specie multiplanetaria ad un esame universitario qualunque.
Ma hai afferrato il concetto?
Stai frequentando l’Università, il giusto posto per allenarti alla cultura del fallimento. Il non superare un’esame, il non aver pianificato bene la programmazione degli esami da dare al prossimo appello o qualsiasi cosa piccola o grande che sia in cui hai fallito e fallirai, ti ha fatto e ti farà crescere. Ti avrà fatto imparare qualcosa. E alla fine passo dopo passo, tra mille fallimenti e successi, ti volterai e avrai finito il tuo percorso e sarai diventata una persona nuova, migliore perché hai imparato da tutti quei piccoli o grandi errori capitati durante il percorso che si chiama Università.
Allora te lo chiediamo di nuovo. Qual è la paura di fallire? La paura del giudizio di coloro che stanno fermi? Non state fermi perché è la cosa più facile. Perché la facilità è staticità e la staticità non è progresso.

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